Questa è la nostra ultima notte in questo appartamento, da domani si cambia casa e si va a Brooklyn. Ho già un po' di nostalgia.
Siamo finiti qui un po' per caso: dopo una lunga ed improduttiva ricerca su craigslist di un appartamento in subaffitto a Williamsburg abbiamo deciso, un po' controvoglia, di prendere l'appartamento in cui siamo, all'East Village. Più che altro perchè dallo scambio di email con la padrona di casa (Beverly) era nato un feeling e mi era sembrata una persona affidabile.
In realtà, giorno dopo giorno, ci siamo lasciati coinvolgere sempre di più dal quartiere, che offre veramente di tutto. Le avenue (verticali) sono un po' trafficate e rumorose ma le street (orizzontali) sono molto carine, alberate, silenziose e vi si susseguono un'infinità di ristorantini di ogni tipo, cocktail bar, parrucchieri, negozi vintage, negozi di dischi, fumetti e quant'altro.
Il nostro appartamento si trova in una strada un tempo famosa, St Marks Place, ora piena di negozietti/bancarelle di cinesi che vendono tutti le stesse cose (occhiali da sole, t-shirt, cappelli, parrucche colorate, ombrelli, ecc.), posti per mangiare super-illuminati (soprattutto cibi orientali), karaoke bar, negozi di piercing e tatuaggi ed invasa giorno e notte da studenti della vicina NYU e da bimbominkia colorati e rumorosi. Solo un isolato tra la 2nd e la 3rd avenue, il nostro, poi tutto torna alla normalità.
Dopo aver salutato i cinesi proprietari del negozio accanto al nostro portone, che fanno un po' da portieri, ed essere entrati nell'edificio, l'atmosfera però cambia. Non si sente un rumore, gli inquilini sono tutti sopra i cinquanta, persone che hanno la casa in affitto da oltre 30 anni. Quattro piani di scale senza ascensore (74 gradini, per l'esattezza!), e si arriva nell'appartamento. L'ingresso è curiosamente nella cucina (la parte più interna e buia, dipinta di rosa e bene attrezzata) che si apre sul living, dominato da una libreria colma di libri interessanti sul graphic design (i padroni di casa sono, guarda caso, graphic designer!) e da un comodo divano di pelle che quando lo guardi ti dice "sdraiati e rilassati". C'è poi la scrivania, territorio di Paolo, dove si è ricreato il suo angolo computer uguale in qualunque casa in cui siamo stati con il suo iMac e gli hard-disk impilati.
L'unico inconveniente è il sistema di riscaldamento, centralizzato ma soprattutto vecchissimo. I tubi hanno delle valvole per far sfogare il vapore che quando si aprono sembra di avere una vecchia locomotiva dentro casa (più precisamente in camera da letto e più precisamente alle 7 di mattina). Inoltre, pare che per avere una temperatura media confortevole in tutto l'edificio, noi all'ultimo piano ci dobbiamo beccare delle temperature tropicali. In casa siamo sempre in maglietta, indipendentemente dalle temperature esterne (che sono comunque state fino ad ora estremamente miti). E' capitato che siamo usciti di casa con la voglia di un gelato (da Grom) per poi arrivare lì infreddoliti e prendere una cioccolata calda! Viceversa torniamo a casa con la voglia di zuppa fumante per finire a birra ghiacciata e insalate.
A causa del caldo teniamo sempre, giorno e notte, le finestre aperte quindi, pur chiusi nel nostro appartamento all'ultimo piano, siamo partecipi della vita che avviene in strada. Brusio e risate delle persone in transito o in sosta davanti ai locali, tutte le sere ma con un notevole incremento nel weekend, che con l'avanzare delle ore si fanno sempre più acuti, fino a diventare urla e schimazzi di ubriachi a tarda notte. Il martedì sera c'è poi una jam sassion di bonghi nel palazzo di fronte che va avanti più o meno dalle 22 alle 3 di notte. Come non citare poi i vari mezzi di pulizia delle strade o di raccolta dei rifiuti (uno per ogni categoria di raccolta differenziata) e soprattutto le sirene. Polizia, ambulanze e pompieri. A ruota. Devo dire che qui sono più creativi con i suoni, riescono proprio ad entrarti nel cervello! Quando ci svegliamo invece il silenzio è assoluto. I negozi in strada sono chiusi, si sentono solo i ragazzi che passano in skate. Il rumore delle ruote sull'asfato che cresce e poi si allontana fino a scomparire.
Ora che stiamo per andare in una casa nuova ed asettica temo che rimpiangerò questo appartamento, vecchio, caldo, accogliente, rumoroso, vissuto, con la scala antincendio...che fa così tanto New York.
Nella prima foto le nostre finestre sono le 3 in alto, palazzo rosso.
Le ultime due sono invece prese dalle nostre finestre
Comments
by nina
05 Dec 2009 - 04:22
lalo direbbe che hai molta "nostalgia Di Mario". anche se sarebba in realtà più adatto chiamarla "nostalgia all'Antonio Montani". come sai potremmo definire il processo psicologico in questione come "il manifestarsi di una nostalgia di intensità dal moderato al grave che riguardi un qualsiasi oggetto, situazione o persona indipendentemente dalla qualità intrinseca e dalle caratteristiche stesse dell'oggetto. la nostalgia viene esperita unicamente in quanto l'oggetto, la situazione o la persona cessano, per vari motivi, di essere presenti nel presente (mi si perdoni il gioco di parole) ed iniziano ad appartenere al passato".
in questo caso però forse non siamo in piena sindrome, perchè le qualità intrinseche dell'oggetto sembrano di tutto rispetto...
by nina
05 Dec 2009 - 06:21
bimbominkia? I beg you pardon? posso avere una traduzione? sapete, sono di un'altra generazione, ho fatto la guera...
by lalo
05 Dec 2009 - 06:23
ciao sorella, mi fai rosicare come un'ape... posso venirvi a trovare a fine febbraio che dici?
della questione della nostalgia non me ne parlate neanche... mi ricordo che livia ed io salutavamo anche la vecchia lavatrice quando la cambiavano (eravamo comunque molto piccoli...)
by Livia
06 Dec 2009 - 15:50
se la definizione linkata alla parola non ti basta, eccoti questa e questa (se cerchi nel sito trovi molti post sul tema...)
by Livia
06 Dec 2009 - 23:16
In realtà avevo iniziato a scrivere questo post molto tempo fa e l'ho ripreso più volte, all'inizio c'era più enfasi sui difetti, poi man mano ci siamo ambientati, abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare il quartiere, quindi il mio giudizio si evolveva con il tempo. Mi sono sforzata di chiudere il post prima di lasciare la casa, quando però ormai la nostalgia aveva preso il sopravvento. E comunque si, io non butto nulla e sono molto affezionata agli oggetti. Con Paolo è una lotta continua, deve approfittare della mia assenza per riuscire ad eliminare qualcosa (mi sono affezionata anche alle sue cose, ovviamente). Rientro perfettamente nel quadro psicologico e familiare!
by nina
07 Dec 2009 - 08:06
fichissimo paolo che riproduce il suo ambiente con iMac e hard disk impilati...bella anche la foto
riguardo al buttare gli oggetti mi ricordo quando ho aiutato livia a svuotare l'appartamentino di via belluno...un incubo. mi ricordo però che anche paolo ha contribuito (al telefono da Ancona), ed ha voluto salvare anche uno scolaposate di plastica.
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