La cucina italiana è bene radicata a New York, fa oramai talmente parte della cultura americana che in tutti i supermercati (anche quello sotto casa aperto 24 h) si trovano la pasta De Cecco o Barilla (anche in formati curiosi), l'olio extra-vergine d'oliva (marche per lo più a noi sconosciute, abbiamo provato quello di Badia a Coltibuono che ci è piaciuto molto 22$ mezzo litro), mozzarella e parmigiano. Quello che colpisce sono invece le little differences. I prodotti sono diventati talmente tanto di uso comune che sono un po' mutati per avvicinarsi di più ai gusti di chi li consuma. Così per esempio la mozzarella (standard o affumicata) è venduta avvolta nella pellicola senza acqua, è bianchissima e un po' gommosa e anche un po' insapore. Oppure i ravioli Giovanni Rana o Buitoni hanno dei ripieni molto più creativi dei nostri (anche un po' pazzi tipo questi, questi o questi). O ancora le salse di pomodoro pronte già condite ed aromatizzate (tipo questa e questa) e la qui famosissima Alfredo sauce che da noi nemmeno esiste.
Come già detto (e come si può dedurre dal numero di post pubblicati) non abbiamo cucinato molto a casa. Per tutte le nostre esigenze è bastato il supermercato sotto casa, al massimo ci siamo spinti da Whole Foods a Union Square. E' un grande supermercato, ha molta più varietà di prodotti (tutti rigorosamente organici, qui organico è la parola d'ordine!). Ci si trova di tutto compreso carne e pesce, e anche i pomodori pelati e il lievito di birra fresco. Ci sono molte birre d'importazione ma niente vino. Vini italiani (dal nord al sud) si trovano in tutte le enoteche (questa è dietro casa nostra). Abbiamo provato un Dolcetto d'Alba, un Nebbiolo anche un Verdicchio di Matelica e di Jesi. Per la frutta e la verdura ci si può rivolgere anche ai farmers' market (ce ne sono diversi, il più vicino a noi sempre ad Union Square) che vendono prodotti locali per lo più organici. Insieme a cose mai viste ci si trova anche tutto il necessario per un pasto italiano (compresa rucola, broccoli, cime di rapa, spinaci, ecc.).
Per alcune cose (savoiardi, lievito, dado, ceci bolliti, ecc.) siamo dovuti però ricorrere ai negozi specializzati che importano dall'Italia. Generalmente sono negozi aperti molto tempo fa, hanno un che di antico, sembrano le vecchie pizzicherie di una volta, ma non sono niente di più di un alimentari standard italiano.
Russo's all'East Village è abbastanza piccolo, ha una grande selezione di pasta fresca (che non abbiamo ancora provato) poi mozzarella di bufala, parmigiano (che grattuggiano al momento), formaggi, olive al forno, pomodori secchi e scatolame vario. Le persone dietro il bancone sono messicane.
Di Palo's è invece piuttosto grande e affollato con due lunghi banconi frigo con ripiano di marmo e salami e provoloni appesi. C'è molta gente che serve, oltre ai classici messicani, anche i proprietari, americani da generazioni, il cui italiano si limita alla pronuncia corretta dei prodotti. La selezione è più varia (capperi di pantelleria, formaggi e salumi al taglio, vari tipi di riso, caffè di sant'Eustachio, ecc. ) ma non si va molto oltre ai biscotti del Mulino Bianco, il torrone Sperlari e il panettone Motta, per intendersi. Hanno anche la pizza bianca da forno romana, scaldata è buona ma è migliore quella che hanno da Grandaisy bakery. La ricotta pare che sia buona, le mozzarelle di bufala importate le abbiamo provate e costano 8$ l'una. Il negozio si trova nel cuore di Little Italy, quartiere che in realtà si sovrappone a chinatown. Accanto hanno anche un reparto vini, rigorosamente italiani.
Sono entrata anche da Citarella nel'Upper West Side che ha molti prodotti italiani, ma il livello non mi è sembrato migliore.
Per qualche cosa un po' più di qualità siamo stati da Dean&DeLuca su Broadway a SoHO e ovviamente si paga di conseguenza.
I formaggi italiani si trovano anche al Cheese Shop all'East Village (prezzi molto buoni) e al Bedford Cheese Shop a Williamsburg (insieme ad altri prodotti da alimentari). Abbiamo trovato qualcosa di interessante anche da Barnyard ad Alphabet City (tipo il formaggio ubriaco, il filone di casereccio e la pasta Garofalo, ma solo in 2 formati), un piccolo negozio in cui si può anche mangiare che ha una selezione piccola ma curata di prodotti. Del buon pane si trova anche da Amy's bread (in vendita anche al Bedford Cheese shop).
L'unica cosa con cui non mi sono trovata è stata la farina che qui è classificata in modo diverso (esempio) ma alla fine, per il poco uso che ne ho fatto, non è stato affatto un problema.
Comments
by nina
09 Dec 2009 - 04:25
ho letto tempo fa un articolo di zucconi su D in cui diceva che i prodotti alimentari italiani venivano americanizzati anche nel nome, a volte in modo un pò bizzarro. per esempio le simil bruschette in versione surgelata venivano chiamata "freschette". nome che, soprattutto per un romano, non invoglia certo al consumo. altri nomi invece totalmente inglesi hanno uno strano suono per un italiano, per esempio in una di queste catene tipo starbucks un bibitone a base di caffè freddo veniva chiamato coolata.
te l'immagini entrare in un locale ed ordinare una coolata???
by kyle
19 Dec 2009 - 17:39
do you want me to bring you some coop frozen pizzas?
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