Dolce forno, dolce casa

Ebbene si, lo ammetto. Noi mangiamo tre volte al giorno: colazione, pranzo e cena. Almeno una volta al giorno fuori casa. D'altronde anche ad Ancona era così, dal lunedì al venerdì pausa pranzo sempre fuori (sempre da Antonio Corrado)...in effetti poi ci andavamo anche il sabato...ma questa è un'altra storia!
Per il resto, si mangia a casa. Anche avendo parecchio tempo libero a disposizione non ci siamo mai dedicati molto alla cucina. In realtà, potendo soddisfare qualunque desiderio all'esterno quando siamo a casa ci limitiamo ad alimentarci e nel modo più sano e leggero possibile. Il che, combinato all'attività fisica regolare, ai quattro piani senza ascensore e al non salire su un'automobile da un mese e mezzo, ci dovrebbe aiutare a non rendere palesi all'esterno i nostri peccati di gola.
Quindi grandi insalate, quelle tipiche invernali: baby spinach+pere+parmigiano+noci, radicchio+finocchi+arance+olive nere o semplicemente insalata verde con semi di melograno o mele fuji e semini vari. Per una cena al sacco a scuola (abbiamo lezione dalle 17.45 alle 21.30) abbiamo provato anche lattuga+pollo+avocado+lime+menta. Ero molto soddisfatta dell'idea di portarsi il cibo da casa (contenitori ermetici perfetti e pasto equilibrato) ma non l'abbiamo mai replicata. All'inizio mangiavamo tranquillamente dopo, ora ci siamo adattai agli orari americani e ci dividiamo un buon bagel tostato nella pausa.
Solo in un'occasione abbiamo passato un pomeriggio e una sera in cucina, quando abbiamo invitato i nostri meravigliosi padroni di casa (Ron, Beverly, la figlia Becky e il cane Tempest) per una cena italiana. Per la prima -e ultima- volta ho preparato dei ravioli ricotta e spinaci fatti in casa. Mi ci sono messa la sera prima, dopo cena, in tutta tranquillità. A causa della totale inesperienza mi ci sono volute quattro ore per farne un numero sufficiente per 5. Devo confessare che ho finito solo grazie alla mia nota testardaggine. Paolo, per solidarietà, mi ha aspettato per andare a dormire, anche se crollava dal sonno. Lui ha contribuito alla cena con quello che si è poi rivelato il nostro cavallo di battaglia (lo abbiamo portato, a grande richiesta, alla cena del ringraziamento e poi anche alla cena con la classe di inglese): pizza bianca con dentro mozzarella di bufala e melanzane grigliate e marinate con aglio, basilico e capperi.
Ieri sera, sempre della serie prime volte, abbiamo provato a fare la pizza. Qui abbiamo il forno a gas e non volevamo farci sfuggire l'occasione. Anche in questo caso siamo partiti un po' tardi e quindi abbiamo mangiato alle 10 passate. Il momento più brutto è stato quando la stavo infornando e mi sono accorta che la teglia che avevo utilizzato in realtà non entrava nel forno!
Un capitolo a parte è la colazione. Non avendo la torta di nonna Gina (prodotta da lei senza soluzione di continuità) nè potendoci permettere ogni giorno la colazione da abraco (2 cappuccini e 2 pezzi di torta 11$) mi sono data io alla preparazione delle torte. Dieci minuti netti di preparazione, un'oretta in forno e voilà la torta è pronta per essere raffreddata vicino alla finestra e consumata il giorno dopo. Ho provato la torta allo yogurt, alle mele, al limone, alle noci, alla cioccolata e anche quella all'olio d'oliva di abraco (ho trovato qui la ricetta). Ho usato dal lievito pane degli angeli al mix baking powder-baking soda, dalla farina whole grain alla unbleached white, dallo zucchero bianco a quello di canna, dalla bilancia con i grammi ai misurini in cup e tea spoon, dagli stampini per muffin a quello per plumcake. L'unico inconveniente è che la mia scatola di weetabix comprata con le migliori intenzioni all'arrivo, è rimasta sullo scaffale quasi un mese prima che riuscissi a finirla!

I ravioli della foto sono quelli del giorno dopo. Per la cena paolo aveva preparato un buon sughetto pomodorini (che qui costano uno sproposito) aglio e basilico.

La grande abbuffata

Comments

1

vabbè, ho capito, ma che hanno detto gli ammmaricani dei ravioli??
le foto sono vostre, anche quelle della pizza? chi è il genio, tra i due?

2

Loro hanno gradito, anche se abbiamo imparato che gli americani fanno dei complimenti esagerati a prescindere. Ci raccontava una ragazza giapponese naturalizzata americana che abbiamo conosciuto, che quando le prime volte cucinava per il suo ragazzo olandese e lui non faceva complimenti per almeno un minuto, lei ci rimaneva male, pensava che ci fosse qualcosa che non andava nel cibo. Poi ha capito che forse sono gli americani a sbilanciarsi un po' troppo!
Le foto sono nostre (un po' mie un po' di Paolo): quelle con sfondo bianco sono fatte di giorno nell'incasso della finestra che è esposta a nord e ha la luce diffusa, quelle con sfondo nero sono fatte di sera sulla scrivania con la lampada sparata sopra. Purtroppo la nuova macchina fotografica che Paolo vuole comprarsi non è ancora disponibile, quindi la qualità è quella che è!

3

sono foto bellissime, all'altezza di cavoletto

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