Il Natale lontano da casa

Un paio di anni fa ho passato il mio primo Natale lontano da casa, eravamo stati invitati a San Francisco da Michelle e Kyle e non ci eravamo lasciati sfuggire l'occasione. Non ci siamo nemmeno resi conto che era Natale, se non che Michelle aveva un bellissimo albero in soggiorno e una catena di lampadine (che io adoro!) in cucina. Il 25 siamo andati a festeggiare in un ristorante cinese di lusso per un dim sum (molto divertente e senza dubbio molto originale per noi) e poi a fare una passeggiata sul Golden Gate Bridge perchè era una giornata bellissima e abbastanza calda.

Natale a New York

Quest'anno siamo qui. Si parla molto dell'atmosfera natalizia a New York, l'albero al Rockfeller Center, le piste di pattinaggio, ecc. In effetti, dopo la festa del ringraziamento, partono sparati con il Natale, canzoncine natalizie ovunque (proprio ovunque dalla lavanderia alla palestra dal supermercato ai cafè) alberi venduti agli angoli delle strade (con le radici recise, poi ti danno una base in plastica), coccarde e decorazioni in ogni locale o vetrina. Poi ci si è messa pure la neve che ha ricoperto tutto con un bel manto bianco. Più Natale di così...

Christmas party!

I party di Natale sono un po' un evento sociale nella cultura anglosassone, si chiude l'anno in compagnia di amici e colleghi. Senza appartenere né all'una né all'altra categoria, siamo stati invitati a ben due party, uno nell'Upper East Side e uno nell'Upper West Side. Addobbi natalizi, champagne a fiumi e stuzzichini vari (dai biscottini a forma di albero e omino al caviale). Musica suonata al pianoforte e addirittura canzoni di Lucio Battisti a tutto volume. Chiacchiere estemporanee molto piacevoli. Al party nel West Side c'era anche una ragazza che creava acconciature pazze personalizzate...ovviamente mi sono lanciata e ne sono uscita con un'impalacatura (fatta con un massaggiatore per la testa capovolto) addobbata con fiori, perline e palline per l'albero.

Il nostro Natale-non Natale

Inizialmente mi ero ritrovata a fantasticare su e cosa mi sarebbe piaciuto comprare per ornare la casa e su cosa cucinare. Mi ero fatta un po' coinvolgere dal turbinio generale, certe decorazioni sono infatti sono molto belle e curate e fanno presa sul senso estetico della decoratrice d'interni che è in me. Ma poi tutto è scemato da sè. Per solidarietà verso gli alberi mi sono limitata ad addobbare con un filo di luci bianche la pianta da interni che è in soggiorno che, devo ammettere, mi fa molto festa. Alla fine non abbiamo fatto nulla, ma non per principio o snobismo, ma perchè non aveva senso fare diversamente. Cucinare qualcosa di speciale, andare al ristornte, ma perchè? Il Natale è un evento religioso e/o sociale ma se non sei religioso e se sei solo in due, prevale la volontà dei singoli individui sulle convenzioni e gli obblighi sociali, quindi abbiamo fatto esattamente quello che ci pareva e che ci andava lì per lì, ovvero niente! Caso vuole che proprio in questi giorni stiamo facendo i nostri portfolio per le domande di ammissioni ai master (ovviamente ci siamo ridotti all'ultimissimo momento) e volevamo finire prima dell'arrivo di Kyle e Michelle, quindi ci siamo ritrovati sia il 24 che il 25 al computer con questa in sottofondo in loop.
Molte delle persone che abbiamo conosciuto sono tornate a casa per le feste (pochi sono infatti originari di New York), quindi ci è capitato anche di fare da cat-sitter al gatto Oskar che è rimasto solo a casa. Proprio andando a fargli visita, a East Williamsburg, siamo incappati in un paio di negozi di immigrati italiani (che popolano il quartiere e amano particolarmente le decorazioni luminose, a quanto pare). Abbiamo così provveduto in extremis al nostro pasto natalizio: ravioli e mini pandoro fatti artigianalmente. Il torrone l'avevo invece trovato al supermercato vicino casa.
Il Natale per me è stata la telefonata a casa la sera della vigilia. Tramite skype, uno ad uno, ho parlato con tutti i presenti dal microfono del computer, fissando lo schermo in cui si muovevamo le scritte e i disegni che Paolo stava montando su photoshop.
Anche i regali sono stati 2.0. Io da New York avevo preparato dei calendari per le nonne (zeppe di foto di nipoti, proprio come piace a loro) montati, stampati e spediti a Roma direttamente da internet, e loro da Roma (tramite la mano e la carta di credito di mia sorella) avevano fatto acquisti on-line a New York che ci sono stati recapitati, totalmente inaspettati, la mattina del 24. Al Natale, comunque, non si sfugge!

Living in America

Comments

1

non sei religiosa??

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