New Year's Eve

Come passare l'ultimo dell'anno è sempre una bella domanda. Di solito decidiamo all'ultimo momento. Niente aspettative, niente delusioni.
Quest'anno forse siamo andati un po' troppo oltre, però!

La sera prima

Anche se avevo giurato che non ci sarei ricaduta, ho deciso di rifare i ravioli. Evidentemente era passato un tempo sufficiente dall'ultima volta perchè mi dimenticassi del tempo che mi ci era voluto. Ovviamente ho iniziato alle 8 di sera, piena di buona volontà ho preparato la pasta e l'ho messa a riposare. Nel frattempo sono tornati Kyle e Michelle, e chiacchierando abbiamo finito una bottiglia di vino. Poi loro sono andati a dormire e io mi sono ritrovata con tutto da fare e nessuna voglia. Non avevo intenzione di sprecare la pasta però, quindi ho iniziato lo stesso; man mano che il tasso alcolico diminuiva aumentava la concentrazione. Ho visto metà di kill bill II e il fuggitivo. Alle 4 di mattina ho finito la pasta ma metà del ripieno era ancora lì. Quando ho fatto la spesa non mi ricordavo infatti le dosi e ho comprato tutto in abbondanza, o meglio, in eccesso. L'ho messo in frigo e sono andata a dormire.

14 ore prima di mezzanotte

Non so perchè ma la mattina dopo mi sono svegliata dopo solo 6 ore di sonno. Il problema è che se dormo meno di 8 ore sono rintronata tutto il giorno. Dato che non riuscivo a riaddormentarmi ho pensato di alzarmi e magari riprendere la questione più tardi. Per prima cosa ho preparato altra pasta e sono andata avanti a fare ravioli per altre tre ore, fino ad esaurimento ingredienti. Alla fine della maratona ho surgelato circa tre chili di ravioli. A volte il confine tra perseveranza e pazzia può essere molto labile.

10 ore prima di mezzanotte

Kyle e Michelle tornano dal supermercato con uno zaino pieno di riserve alimentari, la versione americana della giornata. Tortilla chips con differenti dipping: guacamole, refried beans e due salse. Più pita, carote e hummus. E una cassa di birra messicana. Birra dopo birra passano le ore. Ogni tanto torna la domanda "What are we going to do tonight?" e la risposta è sempre "whatever you want!". Ma nessuno decide.

8 ore prima di mezzanotte

Di solito non riesco mai a dormire di pomeriggio, ma sto per crollare, quindi mi metto a letto nella speranza di recuperare un po' di sonno. Paolo ha avuto più o meno la stessa idea, quindi viene anche lui a letto con il computer e una serie tutta nuova da vedere. Purtroppo il primo episodio è talmete carino che non chiudo occhio. Mi giro e mi rigiro nel letto, tende chiuse, testa sotto il cuscino, non funziona. L'attimo è passato.

6 ore prima di mezzanotte

In soggiorno ognuno si fa i cavoli suoi, tra computer, tv, snacks e birre. Il destino della serata è sempre incerto. L'idea è più o meno di cenare a casa e poi uscire, ma per andare dove ancora non si sa. Kyle aveva visto su un giornale la pubblicità di una proiezione speciale al Film Forum che mi aveva subito colpita.
Decido intanto di farmi una lunga doccia ristoratrice e mi preparo.

5 ore prima di mezzanotte

E' ancora presto, io e Paolo decidiamo di vederci ancora un episodio di Bored to death e ci mettiamo a letto vestiti. Alla seconda scena mi addormento come un sasso.

3 ore e mezza prima di mezzanotte

Mi sveglio al buio, nel silenzio assoluto. Paolo accanto a me dorme. In soggorno Kyle e Michelle dormono sul divano. Poco alla volta si svegliano tutti. Che si fa? propongo il Film Forum. Lo spettacolo inizia alle 21.50. E' al west village, bisogna prendere la L, cambiare sulla 6th avenue, prendere la 1 direzione dowtown e scendere alla seconda fermata. Ci vestiamo velocemente, bardati per il freddo. Scendiamo in strada: piove. Il tempo di girare l'angolo e Kyle e Michelle cambiano idea, sono un po' malati e non se la sentono di girare sotto la pioggia, quindi tornano a casa. Noi proseguiamo, la metro è piena di gente che va in centro.

poco più di 2 ore prima di mezzanotte

Arriviamo giusto in tempo, per fortuna ci sono ancora dei posti liberi. Nell'ambito di una rassegna di vecchie commedie ambientate a Manhattan questa sera proiettano L'appartamento un film di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLain che non avevamo mai visto. E' un po' amaro ma divertente (evidentemente anche più di quanto riusciamo a capire noi, a giudicare dalle numerose risate del pubblico madrelingua) e si conclude proprio in una notte di Capodanno. Grandi risate soprattutto quando il protagonista annuncia di pagare 85$ per l'affitto del suo appartamento sulla sessantasettesima ad un isolato da Central Park. Applauso sui titoli di coda. La mezzanotte è appena passata, nel foyer offrono un bicchiere di champagne per brindare. Ci rendiamo conto che non c'era modo migliore per passare questo capodanno. In una serata piovosa vedere un vecchio film ambientato a Manhattan in in cinema che ci piace, a Manhattan. Siamo stati infatti al Film Forum più volte. E' piccolo ma accogliente, con tre sale e una programmazione molto interessante, l'atmosfera è molto tranquilla, è frequentato da amanti del cinema, non spocchiosi. La prima volta ci siamo venuti lo scorso Aprile. Io e Paolo venivamo da due posti diversi e ci siamo incontrati lì, pioveva anche allora. Paolo mi aspettava fuori, cercando di proteggersi dall'acqua sotto la classica insegna a sbalzo con le lettere nere su sfondo bianco. Abbiamo visto Easy Rider, lui non l'aveva mai visto. La fine ci ha lasciati talmente svuotati che abbiamo deciso di vedere qualunque cosa proiettassero nelle altre sale. Così abbiamo visto Valentino, l'ultimo imperatore, un documentario molto interessante che ci ha sorpresi e ripresi. Quest'anno siamo tornati per vedere the Sun un altro imperatore. Film russo in giapponese con sottotitoli in inglese. Molto strano ma estremamente interessante.

Quando usciamo la pioggia non c'è più e con calma torniamo verso casa. Su Bedford Avenue c'è gente che festeggia ma poco rumorosamente. A casa prepariamo la tavola e mangiamo una minima parte dei ravioli di cui sopra, seduti a tavola con Kyle e Michelle, a conversare amabilmente, alle 2 del mattino.

La grande abbuffata

Comments

1

riguardo ai ravioli, quello è un disturbo. il primo passo è ammettere che hai un problema. mi pare che qualche barlume di consapevolezza tu ce l'abbia già ("il confine tra perseveranza e pazzia può essere labile"). ora si tratta di tenere duro, di non mollare. la via verso la guarigione è lastricata di dolore e fatica, ma puoi farcela, se non lasciata sola. dovresti rivolgerti agli "impastatori di ravioli anonimi", so che fanno miracoli.
comunque mi sembra di capire che mamma ed io saremo costrette a mangiare il prodotto del tuo sintomo...

2

altra cosa che noto è la distanza siderale di stile tra il vostro capodanno ed il mio, passato a fare un trattamento sanitario obbligatorio in ospedale e poi a cena a tor bella monaca.

3

This made me laugh. Then cough non-stop (of course).

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