Roberta's

Mi rendo conto solo ora che ho scritto l'ultimo post un mese fa. Ma questo è stato un mese denso di impegni: abbiamo avuto ospiti praticamente per tutto l'ultimo mese e abbiamo lavorato per finire le nostre domande per l'accesso ai master. Insomma, domani ripartiamo e rimane poco tempo per parlare di un paio di cose a cui tengo prima di mettere in stand-by il blog.

Una di queste cose è Roberta's, una pizzeria a Bushwick, cinque fermate da Williamsburg, sempre a Brooklyn. Siamo stati due volte da Roberta's. La prima volta giusto io e Livia, incuriositi da alcune recensioni entusiaste lette qua e là. Abbiamo deciso di andarci a pranzo a piedi (circa 40 minuti da dove abitiamo) per esplorare un quartiere che non conoscevamo e che, perlopiù, è un quartiere popolare.

Roberta's, come si vede dalle foto, si trova in un ex magazzino dismesso che sembra ancora tale se non fosse per la piccola insegna rossa che indica l'ingresso. All'interno l'arredo da vecchia osteria italiana (sedie e tavoli in legno scuro, tutti diversi) si sovrappone alla pre-esistente architettura industriale (travi a vista, muri in mattoni dipinti e una grande saracinesca che separa da un cortile esterno). Il forno a legna è sull'ingresso in bella vista e attorno ci lavorano almeno in quattro (qua a New York non si lesina mai sul personale, è perfettamente normale vedere cucine affollate e più camerieri che clienti). In definitiva il posto mi ha ricordato le cucine di alcuni centri sociali in italia a partire dal 32 a Roma.

Il menu prevede una selezione di salumi e formaggi, qualche piatto tradizionale americano tipo pollo fritto (dicono fatto a regola d'arte), qualche pasta e ovviamente le pizze. Noi eravamo qui per quest'ultime ed entrambe le volte non abbiamo assaggiato altro. La selezione di birre mi è sembrata ottima in termini di qualità per quanto non sia un intenditore (ottima la six point una birra fatta a Brooklyn); le birre sono servite su questi bicchieri tipo contenitori quattro stagioni.

Ma insomma com'è stà pizza? Lo dirò citando Antonio, che ci ha accompagnato la seconda volta e che non solo è uno chef eccellente che vanta un'incredibile cultura culinaria (provate a chiedergli qualunque cosa in materia e preparatevi ad imparare) ma è anche napoletano. Beh, il verdetto è che la pizza è ottima, tra le migliori a New York, assolutamente impossibile trovare qualcosa di solo paragonabile ad Ancona, difficile trovare di meglio perfino a Napoli. La pasta è, ovviamente, alla napoletana, un po' spessa ma non pesante perché ben lievitata. Noi abbiamo provato la margherita (che consiglio vivamente), una con zucca e peperoni e una che ci siamo fatti fare su misura con ricotta, cotto e funghi. In più quando eravamo là con Antonio, il pizzaiolo ci ha fatto provare uno spicchio di una pizza che stavano sperimentando con vari formaggi e una tonnellata di pepe; sembrava un pò un cacio e pepe alla romana, molto, molto buona; mi auguro che la intitoleranno a noi.

Roberta's è uno di quei posti per cui vale la pena prendere la metropolitana e perdere un'ora per mangiare una pizza buonissima in un posto accogliente dove suonano un'ottima musica in sottofondo. Noi siamo stati sempre di giorno ad orari tranquilli quando sapevamo che avremmo trovato poca gente. Grazie alle recensioni del New York Times e la benedizione di alcuni tra i top chef di New York (e la qualità eccelente della pizza) Roberta's sta vivendo un momento di grande popolarità e in certi giorni ed orari bisogna rassegnarsi a fare la fila. Il mio consiglio è di andarci a pranzo in una bella giornata, per godersi un esperienza che oggi è difficile trovare anche in Italia.

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La grande abbuffata

Comments

1

urca, ma il pizzaiolo è napoletano?

2

Americano. Ma dice che sono stati a Napoli ad imparare a fare la pizza. Vero o no, la pizza spacca.

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